venerdì 28 febbraio 2014

12 ANNI SCHIAVO la recensione di Benful

dopo il salto il commento al film di Benful...


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12 ANNI SCHIAVO
dopo gli ottimi precedenti di 'Hunger' e 'Shame' il regista Steve McQueen non poteva deluderci con questa terza pellicola, avevo un'aspettativa altissima e si sa quando è così si rischia sempre di rimanere delusi - invece - l'attesa è stata straordinariamente ripagata dal regista e soprattutto da un eccellente Michael Fassbender che da solo vale il prezzo del biglietto...

Il film s'inserisce in un filone - quello della schiavitù - che nell'ultimo anno e mezzo ci ha regalato già grandi film come 'Lincoln' e 'Django Unchained', quindi in molti si chiederanno cosa altro di nuovo ci fosse da dire su questa vergogna che col suo sangue versato sgronda sulla bandiera a stelle e strisce ? Ebbene come per altre tragedie e mostruosità (il genocidio indiano e l'olocausto degli ebrei, tanto per citarne alcune) io ritengo che è sempre bene ricordare e sottolinearne l'infamia...
Questo '12 Anni Schiavo' ci presenta un cast straordinario oltre al già citato Fassbender - che se non fosse che il favorito all'Oscar è il pur bravissimo Jared Leto da 'Dallas Buyers Club' ci verrebbe da pensare che il mancato riconoscimento a Fassy (che sapete è il mio attore preferito) sarebbe un vero e proprio furto - vale la pena ricordare i due Paul (Giamatti e Dano) e la candidata all'Oscar Lupita Nyong'o, il protagonista Chiwetel Ejiofor e tra le più crudeli villain femminili di tutti i tempi da oggi ci annovererei il personaggio interpretato da Sarah Paulson... 

La cinepresa di McQueen spesso si ferma sui volti dei protagonisti regalandoci tre scene che già da oggi possiamo annoverare tra le più alte della storia del cinema: la prima è il lungo piano sequenza (particolare presente nella filmografia del regista, vedi la corsa del protagonista in 'Shame' e il colloquio di Bobby Sands in 'Hunger') della lunga agonia del protagonista Chiwetell Ejiofor lasciato per ore e ore penzolare dal cappio al collo...intorno al lui la vita sulla piantagione continua con indifferenza (ci sono pure dei bambini che giocano); la seconda è la scena che ci mostra la punizione inflitta a Patsy che viene frustata a sangue legata al palo con in primissimo piano il volto dell'attrice che ci costringe a condividerne la sofferenza, il dolore; la terza infine è ancora un primissimo piano, interminabile, sul volto del protagonista Solomon, un'intenso Ejiofor.
E sono proprio questi lunghi silenzi che colpiscono lo spettatore, molto più delle prolungate scene di agonia che fin dal primo istante della pellicola non ci vengono risparmiate nella loro durezza e crudeltà.
Menzione speciale per le musiche del sempre impeccabile Hans Zimmer.
Infine una piccola annotazione al finale del film - attenzione possibile spoiler - che per certi versi ricorda vagamente 'Il Colore Viola' di Steven Spielberg, film che nel 1985 a fronte di 11 nominations agli Oscar ne portò a casa zero, si avete letto bene !!! Zero !!! Ecco voglio sperare che quest'anno l'Academy - dopo i mancati riconoscimenti dello scorso anno - possa a distanza di anni porre rimedio incoronando '12 Anni Schiavo' con l'onore del "best picture". 
Fulvio Bennati






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