venerdì 20 settembre 2013

YOU'RE NEXT la Recensione di Francesco (The Horror Geek)

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You'Re Next è uscito ieri nei nostri cinema - distribuito da Eagle Pictures - incassando circa 35mila euro ( http://boxofficebenful.blogspot.it/2013/09/incassi-cinema-giovedi-19-settembre.html ), presentato al Tiff nel 2011 in seguito ad alcuni ritardi il film è uscito negli Usa il 23 Agosto scorso incassando ad oggi $18 milioni, ecco la recensione curata dal nostro "Horror Geek" Francesco:
 
YOU’RE NEXT
“Amore non ti ho mai vista così!”…”Bè è una situazione unica!!!”

Si potrebbe riassumere con questa battuta il film horror Thriller “YOU’RE NEXT”.
Ambientato in una provincia americana del tutto autunnale, il film inizia raggruppando i componenti di una famiglia benestante (grazie al lavoro del padre) per una cena ritrovo con relativi figli, figlia, nuore e cognati. Niente di nuovo nei primi venti minuti, dissapori familiari, situazioni tra il limite dell’horror serio e lo scary movie. Un uso della camera da mettere il vomito…avete presente lo shaking tipico e instabile dei film indipendenti…be quello…alla prima scena di subbuglio e attacco da parte dei cattivi, la telecamera è unstoppable in un continuo shaking da far vomitare anche le poltrone del cinema…e da maledire chi mi ha consigliato il film.


Poi tutto l’ovvio, il già visto, la noia, e la rabbia di aver speso 8 euro per vedere quella merda…magicamente sparisce…Il film piega sulla protagonista, l’australiana Sharni Vinson (Shark 3d, Patrick, Step Up 3D), che con un colpo inaspettato, anzi con diversi “colpi” inaspettati, non solo per lo spettatore ma anche per i cattivi di turno (suonati e preannunciati da subito), cambia il decorso del film facendolo diventare un “survival movie”. Ed è qui che subito con la seconda morte il film strappa una bella risata…però attenzione il film non vuole essere comico, non è uno scary movie o un horror comic, il film rimane in bilico tra il serioso e l’ironico con coscienza.
 
Intendo che il film ha le cose più ovvie del mondo, i cattivi, le armi, le situazioni al limite, tipo perché lasciare la mamma fuori di casa al freddo se si pensa ci sia qualcuno in casa, su via…però tutto questo è voluto per creare personaggi cretini ma non cretini surreali ma cretini reali ... ricchi coglioni, vecchi che non hanno mai visto un film horror, sottovalutazione dei ceti bassi (l’australiana è considerata out, tiè e lei te fa er culo), il grassottello, il fratello che non la prende dalla moglie isterica, la mora faccia di cacca con chewingum a biascico tipo big bubble nella pubblicità anni 80 con la sorella mora Carlucci, e infine i cattivi faccia di animale che…simbolicamente fanno la fine del capretto, la volpe (il furbo uauuauau) e la tigre…non “l’uomo tigre” solo “la tigre”.
Finale ovvio…tanto ovvio talmente ovvio che stai male nell’attesa, perché sai che quel “macigno” (copiato da Nancy di “Nightmare on elm street”) qualcuno dovrà prenderselo… e infatti l’ultimo arrivato se lo prenderà…
Tecnicamente è un film anni 80 (anche se “Scream” e “The Strangers” hanno i rimandi maggiori) con l’uso della musica che c’era allora, quella assordante, quella che timbra il film su un livello più alto, quello che ha fatto dei miti horror un marchio nelle nostre menti. E anche se quella maledetta telecamera non smette di shakerare lo stomaco le orecchie godono al suono martellante tecno pop (ArtPop? Nahaaaa piu Drive/Maniac). Bella Bella colonna sonora Svedese (anche la canzone di sottofondo all’omicidio del vicino dice sia produzione nordica).
Un Ringraziamento speciale alla vecchia, la mitica Barbara Crampton di RE-Animator e Sentieri, vecchia e figa con i capelli sciolti... Adoro i cameo omaggio…sono così Geek!!! E un doppio complimento alla “Koala actress” Sharni Vinson…subito chiamare la Paramount per fare “Venerdì 13 parte 13 : Sharni vs Jason”!!!
Consiglio il film a tutti i gli horror Geek ma… con riserva …perchè un film, anche se il sottoscritto ha amato abbastanza, può sembrare “il già visto” …quindi munitevi di tessera Ikea o Coop o Tre…in modo da non pentirvene.
Francesco Falciani


 



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