mercoledì 22 gennaio 2014

TUTTA COLPA DI FREUD la Recensione di Benful

dopo il saltino la recensione di Tutta Colpa di Freud, dal 23 Gennaio al cinema...


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Tutta Colpa di Freud
Paolo Genovese ha iniziato la sua carriera da regista in coppia con l'amico Luca Miniero (insieme hanno diretto tra gli altri 'Questa Notte è ancora nostra', 'Nessun messaggio in segreteria' e 'Incantesimo Napoletano') in seguito le loro strade si sono divise, Miniero ha ottenuto successi clamorosi con i due 'Benvenuti al Sud/Nord' e più recentemente 'Un Boss in Salotto', il nostro Genovese dopo il successone (oltre 20 milioni di euro) di 'La Bande dei Babbi Natale' - film diciamo più su "commissione" per il trio Aldo, Giovanni e Giacomo che opera personale - si è lanciato con successo sulla commedia corale, prima con i due 'Immaturi' (il secondo dopo il successo a sorpresa del primo film risulta però più forzato) e lo scorso anno con 'Una Famiglia Perfetta' (sempre con Giallini/Gerini), dal successo più contenuto ma in crescita come qualità rispetto a 'il Viaggio'.
Quest'anno il nostro Genovese si presenta anche in qualità di scrittore (Tutta Colpa di Freud è prima di tutto un romanzo edito da Mondadori) e sceneggiatore di se stesso (recentemente ha scritto in coppia con Pieraccioni anche il recente 'Un Fantastico Via Vai') di questa nuova pellicola che ha proprio nel cast e nella caratterizzazione dei personaggi il suo punto più forte.

'Tutta colpa di Freud' è un film costoso (6 milioni di euro) per una commedia brillante, ma fortunatamente i soldi spesi sono ben visibili (oltre al cast corale) anche nelle location utilizzate (altro punto di forza di questa pellicola) da una iniziale New York (invidiabile l'appartamento di Sara che si affaccia sotto il ponte di Brooklyn nell'East River di New York) ad una straordinariamente illuminata (un plauso al direttore della fotografia, Fabrizio Lucci) Roma, città che per certi versi ruba la scena ai nostri protagonisti. Qualità pregevole in questa commedia che con coraggio è determinata anche ad affrontare (con alterni risultati) le diversità: quella dei sordomuti (Marchioni/Puccini), della differenza di età in una coppia (Gassmann/Adriani) e quello della omosessualità...quest'ultima straordinariamente raccontata da una eccezionale Anna Foglietta (davvero una scoperta preziosa nel panorama delle nostre più giovani attrici, scopritela divertentissima in 'Mai Stati Uniti' dei Vanzina uscito lo scorso anno e più indietro in 'Colpi di Fulmine', 'L'Amore è imperfetto' e 'Ex') - che nel film interpreta Sara un omosessuale che vive a New York che viene lasciata dalla sua compagna il giorno in cui le chiede di sposarla, e così dopo l'ennesima delusione d'amore decide di cambiare orientamento sessuale tornando a Roma - mi sono dovuto scrivere quanto di lei rilasciato in conferenza stampa per farvi capire quanto anche la persona oltre che l'interpretazione siano di più vero si possa dire sull'argomento:  "è più facile per un etero diventare omosessuale che per un omosessuale tornare etero, un gay ha già vissuto sulla propria pelle un conflitto che lo ha portato a fare tale scelta, tornare indietro è complicato, ma il personaggio di sara cerca la felicità, la cerca con tenacia e si appella al suo diritto di essere felici, un diritto che deve essere per tutti etero o meno".

Queste le diversità che si trova a gestire un divertente e impacciato Marco Giallini, nel ruolo del padre analista alle prese con i casi disperati delle figlie e l'amore nascosto verso una misurata Claudia Gerini. Interessante come per quasi tutto il primo tempo del film la Gerini "sia visibile" attraverso la prospettiva di Giallini. Vedere giganteggiare (e non solo per la statura) Gassmann a farsi analizzare da Giallini è quanto di più divertente ("checco, checchino ?") si potesse sperare in questa commedia, coppia inedita e formidabile che uscendo dal cinema ti fa sperare di rivederli ancora insieme in futuro.
Tra le scene da ricordare due sono quelle che hanno come protagonisti proprio Puccini/Marchioni: una è ambientata nell'appartamento di Vinicio, Vittoria è seduta su un divano e appoggia le sue mani sulle casse mentre Vinicio tappa le orecchie di Vittoria facendo "sentire" attraverso le vibrazioni la musica, scena che scatena una sensibile emozione nel personaggio interpretato da Vittoria; l'altra scena è quella all'interno del Teatro dell'Opera con Vinicio che "canta" la sua dichiarazione d'amore molto particolare, la scena la location è da brividi...

Cosa ho imparato da questa pellicola ? di fare attenzione quando sei a cena fuori con la tua compagna/o a non finirgli a colpi di assaggini di cucchiaino il dolce ordinato...
Tutto perfetto in questo film, non proprio, la lunghezza è probabilmente il punto più negativo di questa pellicola, due ore che potevano benissimo essere asciugate tagliando qua e la alcune scene che si ripetono e che non aggiungono molto al racconto dei nostri protagonisti; il finale troppo aperto che Sì...da un lato lascia a noi spettatori la facoltà di riflettere e pensare...ma di Contro non permette il naturale svolgimento del racconto.
Tralasciando un pò la favola del padre perfetto (Marco è il padre che ogni figlia/o vorrebbe avere e non aggiungo altro per non rovinarvi il finale del film...) quello che più ci è piaciuto in questa pellicola - il plauso va tutto al regista Paolo Genovese - è l'interpretazione del cast, davvero di qualità con una menzione speciale alla inedita coppia Giallini/Gassmann e alla nostra favorita su tutti una straordinaria Anna Foglietta.
A questo link il nostro speciale photo-call/conferenza stampa/interviste.
Fulvio Bennati



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